La storia delle olive

Contrariamente a quanto si pensa, la storia delle olive ascolane inizia dall’antica Roma, dove le olive in salamoia costituivano il pasto di tutti i giorni dei legionari romani, grazie anche alla loro forma e trasportabilità che hanno fatto delle olive un alimento ideale per i viaggi lunghi.
Il termine “oliva” deriva dal latino “colymbades”, che deriva dal greco “κολυμβάω”, “nuotare”, in quanto la preparazione per le olive in salamoia prevedeva diversi lavaggi.
Anche se nel frattempo molti sono gli scrittori che hanno raccontato la prelibatezza del piatto (da Catone a Papa Sisto V, passando per Varrone, Marziale e Petronio, il quale ci fa sapere che le olive erano presenti sulle tavole di Trimalcione nel suo “Satyricon”).
In realtà, però, le olive ascolane conosciute oggi nascono nel 1800. Leggenda racconta, infatti, che in questi anni i cuochi delle nobili famiglie originarie di Ascoli Piceno inventarono il ripieno con la carne in eccesso, in quanto non si conoscevano i mezzi di conservazione che abbiamo oggi, mentre le olive verdi utilizzate appartengono alla varietà “Ascolana tenera”, del genere “Olea europaea sativa”, conosciuta anche nell’epoca romana e detta anche “Liva da Concia”, “Liva Ascolana” o “Liva di San Francesco”.
Nel 1849 Garibaldi si trovava ad Ascoli e dopo aver assaggiato le olive, ha iniziato a coltivare delle piante di olivo (avute in regalo dal suo amico Candido Augusto Vecchi) a Caprera.
Pochi anni più tardi, nel 1875, l’ingegnere Mariano Mazzocchi iniziò a commercializzare il prodotto, rendendolo così noto anche fuori regione.
Nel 2005 è stato riconosciuto il marchio DOP per le olive ascolane del Piceno.
Noi proponiamo le olive sia nella ricetta classica all’ascolana, che nella versione con il tartufo.

 

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