La storia del raviolo

Il raviolo, il quale nome varia a seconda delle regioni (“agnolotti”, “anolini”, ”marubini”, ”tortelli”, ”pansoti” o “pansotti”, “tordelli” o ”turdeli”, “cappellacci”, “ravaioli”, “ravaiuoli” e ancora “maccaruni chini”), è un prodotto tipico della cucina italiana. È un quadrato o tondo di pasta all’uovo ripiegato e contiene un ripieno, che in genere è di ricotta, spinaci e noce moscata (ma in alcune regioni del nord Italia anche di carne) e può essere servito sia in brodo che asciutto con l’aggiunta dei sughi.
In alcune regioni, come l’Abruzzo, c’è una variante di ravioli dolci, ripieni di ricotta, zucchero e cannella e conditi con sugo di pomodoro, mentre in Sardegna sono preparati con ricotta, spinaci, buccia di limone e zafferano oppure con patate e menta.
Nella zona di Napoli, invece, vengono chiamati “ravioli capresi” e la preparazione della pasta non prevede l’uso delle uova, che si trovano nel ripieno insieme al formaggio, le spezie (come la maggiorana) e sono conditi anch’essi con una salsa di pomodoro leggera o con ragù napoletano nella versione caprese.
In Liguria vengono serviti in salsa di noci.

Per quanto riguarda la storia del raviolo, invece, ci sono delle ipotesi diverse, a partire dalla nascita fino ad arrivare al nome con il quale oggi lo chiamiamo.
Infatti, sembra che Marco Gavio Apicio, un cuoco romano, inventò una ricetta chiamata anticamente “Patinam apicianam sic facies”, ovvero “Torta di Apicio”, che era simile al raviolo. Secondo gli storici, però, il raviolo poteva essere un sinonimo del tortello (ovvero un ripieno avvolto nella pasta), oppure un impasto a forma di uovo cotto nel brodo.

Anche per quanto riguarda il nome, come dicevamo, ci sono ipotesi diverse: potrebbe derivare da "rabiola", cioè una piccola rapa, oppure da “rovigliolo”, cioè un groviglio, o ancora potrebbe derivare dal nome (appunto, Ravioli) del primo cuoco di Gavi Ligure, paese che apparteneva alla Repubblica di Genova. In effetti, tuttora ci sono residenti nella zona con lo stesso cognome. Il cuoco Ravioli li condì con poca acqua di cottura e vino rosso

Per quanto riguarda l’anno di nascita, sappiamo soltanto che il raviolo è l’unica pasta ripiena di cui oggi abbiamo notizie nei secoli XII e XIII (scritto su “Paesaggio agrario in Liguria”) e inoltre che nel 1100 un colono savonese fornisce al padrone dei pasti a base di ravioli. Proprio Genova inizia a diffondere i ravioli intorno al 1200, con gli scambi che si era soliti fare nelle fiere e arriva a Parma prima della fine del secolo. Anche nel “Decamerone”, Boccaccio ne parla descrivendo le leccornie del Paese della Cuccagna (anno 1300):
"...stava genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e ravioli e cuocerli in brodo di capponi...".

Noi li proponiamo sia sottoforma di ravioli veri e propri (con ripieno di ricotta e spinaci), sia un po’ più grandi (i giganti), o anche con ripieni particolari… tutti da scoprire nei nostri punti vendita!
In foto, trovate i ravioli che abbiamo proposto nel nostro ristorante CalaLaPasta in Viale C. Battisti 42, a Recanati (MC).

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