La storia dei cappelletti

I cappelletti, che vengono spesso confusi con i tortellini, sono un prodotto tipico delle Marche e dell’Emilia Romagna. A differenza dei tortellini, i cappelletti rimangono più chiusi ricordando, appunto, la forma di un cappello.

La ricetta tipica prevede diversi tipi di ripieni tra le due regioni:

  • Nelle Marche i cappelletti sono preparati da sempre nelle case e vengono fatti in brodo. Il ripieno è composto da formaggio e carne mista, tra cui vitello, tacchino e maiale.
  • In Emilia Romagna il ripieno prevede un “compenso”, cioè un misto di formaggio (ricotta e altro, per esempio il parmigiano) e petto di cappone. Ne parla anche Pellegrino Artusi, che è originario della zona di Forlì nel suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” descrivendo la ricetta con il ripieno di ricotta e il petto di cappone o il maiale. Poco più a Nord, esattamente nella zona di Faenza, invece, non è prevista la carne nel ripieno, ma solo i formaggi.

Tradizione vuole che i cappelletti siano mangiati in brodo, soprattutto a Natale (una volta, nelle case, venivano preparati l’8 dicembre, per poi congelarli e cuocerli il giorno di Natale), ma ultimamente vengono gustati anche asciutti con il ragù di carne o altro condimento.

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